
- SALTARELLA (Abruzzo) - Il saltarello è un'ampia famiglia di balli tradizionali di alcune regioni dell'Italia centrale, tra le quali l'Abruzzo occupa un ruolo di assoluto rilievo grazie alla diffusissima pratica dell'organetto: lu ddu' bbotte, che, diffusosi solo dalla seconda metà dell'800, è entrato in ogni angolo della regione a determinare gusti, ritmi e timbri della musica di tradizione locale. Ballo dal carattere particolarmente vivace che esprime fisicità e passionalità, dove il contatto tra la coppia era vietato perché visto come gesto irrispettoso verso la donna. La coreografia del gruppo è del tutto fedele ai passi originali, il ritmo viene scandito dall'organetto, strumento tipico della musica popolare abruzzese.
- QUADRIGLIA (Abruzzo) - Ballo che normalmente andava a chiudere i momenti di festa contadina. Anch'esso fedele all'originale, il ballo è effettuato dal gruppo in quattro o cinque coppie a ritmo di organetto.

- PIZZICA (Puglia) - Rito curativo delle tarantolate. Il pizzico della tarantola pare ingenerasse tremori e convulsioni. La povera invasata riceveva la visita di suonatori che, armonizzando ritmi sempre piú frenetici, la aiutavano a riprendere i sensi fino a liberarla dal suo male.
- TARANTELLA DEL GARGANO (Puglia) - Ballo di coppia eseguito al suono della chitarra battente. Ripercorre le fasi del corteggiamento e dell'idillio amoroso: l'uomo che corteggia e tenta di sedurre la donna, i due che s'abbandonano al proprio amore. Suoni antichi, viscerali, che traggono origine dai ritmi della vita di paese, legata alla natura, al lavoro dei campi.
- TAMMURRIATA (Campania) - Danza contadina, che prende il nome dalla "tammorra" che ne scandisce il ritmo. Ballo di coppia che peró non va inteso unicamente come danza di corteggiamento. Si realizza, infatti, anche tra persone dello stesso sesso. Danza dal ritmo passionale e coinvolgente ottenuto grazie anche all'utilizzo delle castagnette.

- TARANTELLA NAPOLETANA (Campania) - La tarantella napoletana nasce nel XVIII secolo. Per scoprirne le origini bisogna approdare nel '500 al tempo di Alfonso d'Aragona, dove troviamo le prime tracce di un nuovo ballo: il ballo di Sfessània, una reinvenzione di danze arabe e spagnole, importate dalla colonia spagnola di stanza a Napoli. In genere era ballata da giovani popolari, ma anche borghesi e nobili e si ballava ovunque: in città, in campagna, su una terrazza, in sale pubbliche o private. Si ballava in ogni occasione, ma in alcune era obbligatoria in quanto aveva un profondo significato collettivo: la vendemmia, la festa di Piedigrotta, la festa della Madonna dell'Arco.
- TARANTELLA MONTEMARANESE (Campania) - Montemarano è un piccolo borgo in provincia di Avellino dove i festeggiamenti del carnevale hanno tradizione secolare. Ogni anno dal 17 gennaio ed in tutte le domeniche successive, fino all'inizio della quaresima, un corteo di maschere festanti invade le vie del paese e procede in forma processionale accompagnato dal ritmo incalzante della caratteristica tarantella montemaranese.